23 FEBBRAIO
Nell'ultima settimana due morti importanti ma nessun punto.
Oreste Lionello: non lo sopportavo come attore del Bagaglino, ma lego la sua voce ad alcuni dei film che più amo: "Il grande dittatore", "La guerra lampo dei fratelli Marx", "Il dottor Stranamore", "Frankenstein Junior" e tutta la filmografia di Woody Allen. Adesso chi lo farà Andreotti al Bagaglino? Elimineranno il personaggio? Il senatore a vita morirà per solidarietà col suo interprete o (ed è la tesi più plausibile) il divo Giulio, come un novello Dorian Gray, ha succhiato altri anni di vita al clone Oreste?
Candidò Cannavò: Per quelli della mia generazione IL DIRETTORE della Gazzetta. Ho smesso di comprare la rosea dopo un articolo nel quale Candido massacrava il Pantani appena scoperto dopato. Non mi era piaciuto l'abbandono dell'eroe che fino a poche ore prima gli aveva fatto vendere centinaia di migliaia di copie. Poi tutti dicono che è stato un grande giornalista, ma non so se essere d'accordo. Non ci capivo molto dei suio articoli e tutto era legato all'emozione, di approfondimento tecnico poco. Eppure, come succsso in altri campi, oggi sono qui a rimpiangere la Gazzetta di Cannavò, visto il modo in cui il quotidiano si è trasformato (la diretta in streaming dalla camera ardente del direttore morto è solo l'ultimo esempio di questa involuzione) . Ma saranno le solite nostalgie da passatista malinconico.
Oreste Lionello: non lo sopportavo come attore del Bagaglino, ma lego la sua voce ad alcuni dei film che più amo: "Il grande dittatore", "La guerra lampo dei fratelli Marx", "Il dottor Stranamore", "Frankenstein Junior" e tutta la filmografia di Woody Allen. Adesso chi lo farà Andreotti al Bagaglino? Elimineranno il personaggio? Il senatore a vita morirà per solidarietà col suo interprete o (ed è la tesi più plausibile) il divo Giulio, come un novello Dorian Gray, ha succhiato altri anni di vita al clone Oreste?
Candidò Cannavò: Per quelli della mia generazione IL DIRETTORE della Gazzetta. Ho smesso di comprare la rosea dopo un articolo nel quale Candido massacrava il Pantani appena scoperto dopato. Non mi era piaciuto l'abbandono dell'eroe che fino a poche ore prima gli aveva fatto vendere centinaia di migliaia di copie. Poi tutti dicono che è stato un grande giornalista, ma non so se essere d'accordo. Non ci capivo molto dei suio articoli e tutto era legato all'emozione, di approfondimento tecnico poco. Eppure, come succsso in altri campi, oggi sono qui a rimpiangere la Gazzetta di Cannavò, visto il modo in cui il quotidiano si è trasformato (la diretta in streaming dalla camera ardente del direttore morto è solo l'ultimo esempio di questa involuzione) . Ma saranno le solite nostalgie da passatista malinconico.

