giovedì 24 luglio 2008

guido angeli

Era l'inventore del "provare per credere". Guido Angeli, il teleimbonitore famoso negli anni '80, è morto a Firenze il 21 luglio. Aveva 77 anni. Mattatore della pubblicità, per la quale, oltre al celeberrimo slogan, aveva coniato altre frasi famose come "Vieni, vieni, vieni da Aiazzone", si era ufficialmente ritirato dagli schermi il 3 novembre 2007. L'annuncio l'aveva dato proprio in tv, ospite a Matrix.

Enrico Mentana lo aveva invitato in una puntata dedicata all'amarcord sulla pubblicità.

Lo slogan di Angeli "provare per credere" dello spot del mobilificio fu contagioso. Fu inciso su 45 giri e poi inserito anche in un film di Sergio Martino, in cui lo stesso Angeli partecipò nel ruolo di un playboy.

Angeli, ricordato anche per il gesto del pollice alzato, condusse una delle due serate di veglia in memoria di Giorgio Aiazzone, scomparso nel 1986 in un incidente aereo a Sartirana Lomellina. Quella trasmissione, che lo aveva visto avvicendarsi con un altro cavallo di razza delle televendite come Wanna Marchi, è un pezzo unico della storia della tv italiana, tanto da essersi meritato una citazione da parte del critico televisivo Aldo Grasso, nel libro "Il bel paese della Tv".

Morto Aiazzone, Angeli diventò testimonial di mobilifici concorrenti, ma la sua carriera era ormai verso il tramonto.
Le ultime apparizioni sul piccolo schermo erano state in veste di ospite a trasmissioni rievocative, da "Meteore" a "Quelli che il calcio..". fino a "Sembra ieri".

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martedì 15 luglio 2008

i tre rimasti indietro

Oggi il nostro cinema piange la morte di Dino Risi, che si è spento nel residence Aldovrandi della capitale, in cui risiedeva da tempo. Aveva 91 anni. Se ne va così un grande vecchio della settima arte: protagonista di una stagione irripetibile, che vanta - specie negli ultimi anni - numerosi, ma mai del tutto riusciti, tentativi di imitazione. Una formula capace di piacere sia ai critici che al pubblico, con la sua abilità nel coniugare divertimento e affresco sociale.

DA PUNTI, MA NON AVENDO LE TABELLE (PAPEROGHA NON ME LE HA DATE) NON SO A CHI!


L’icone della moda Yves Saint Laurent è morto nella sua casa di Parigi a 71 anni.
Si ritirò dal mondo della moda nel 2002 trasformando la sua maison in fondazione.
A soli 21 anni fu nominato chief designer alla Casa di Dior.
Fondò la sua casa di moda nel 1962.
Nicole Kidman, Salma Hayek, Jennifer Lopez, Reese Witherspoon, Katie Holmes, Victoria Beckham e Lauren Bacall furono le sue piu’ grandi fans.
La causa della morte al momento non è ancora stata accertata.




Gary Gygax ha inventato Dungeons & Dragons più di trent’anni fa.
Si è spento nella sua casa di Lake Geneva, nel Wisconsin, all’età di 69 anni. Era malato da tempo, ma non ha mai abbandonato il mondo fantastico creato nel 1974 con l’amico Dave Arneson: appena poche settimane fa aveva ospitato per una settimana nella sua abitazione un grande torneo internazionale di D&D, racconta la moglie Gail. “Significava molto per lui sentir raccontare dalle persone quanto nel corso degli anni il suo gioco le avesse aiutate a trasformarsi in un dottore, un avvocato, un poliziotto, qualsiasi cosa desiderassero”, ricorda la signora Gygax, “Lo rendeva davvero felice”.

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tumori all'esofago

E’ morto all’età di sessant’anni Mel Galley, ex chitarrista dei Whitesnake.
Galley era nato a Cannock -nello Staffordshire inglese- l'8 marzo 1948, aveva militato anche nei Trapeze (al fianco di Glenn Hughes, suo compaesano di Cannock, poi nei Black Sabbath e Deep Purple), Finders Keepers e Phenomena. Il rocker aveva suonato su “Saints & sinners” e su “Slide it in” dei Whitesnake. Il boss del gruppo, David Coverdale, l’ha ricordato con parole affettuose e ha detto che è stato un onore poter lavorare con lui. Tony Perry, manager di Galley, l’ha definito “un superbo musicista ed un vero amico”. Galley è morto per un tumore all’esofago nella sua casa nello Staffordshire.

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MARIO RIGONI STERN

IAGO (VICENZA) - Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago, all'età di 86 anni. Malato da tempo, è mancato ieri sera. I funerali si sono svolti oggi, in forma strettamente privata, nella piccola chiesa del centro dell'altopiano. C'erano la moglie Anna, i tre figli con i due nipoti ed il fratello Aldo dietro la bara, Nella cappella non più di 10 persone. Nessuna autorità e nemmeno amici del celebre autore autore del 'Sergente nella neve'.

Mario Rigoni Stern ha scritto pagine indimenticabili sulle sue montagne che amava e conosceva profondamente (Il bosco degli urogalli, Storia di Tonle, Le stagioni di Giacomo...) e ha raccontato in uno dei romanzi più letti del secolo scorso, la tragica ritirata degli italiani in Russia. "Il sergente nella neve", tradotto in diverse lingue e utilizzato in tutte le scuole italiane come testo di lettura, è una storia straordinaria frutto dell'esperienza personale dell'autore che partecipò alla campagna di Russia e riuscì a tornare vivo.

"Era uno scrittore grandissimo aveva la grandezza che hanno i solitari". E' il primo commento di Ferdinando Camon, collega e amico di Rigoni Stern: "Quando sono stato presidente del Pen Club italiano - ricorda - è stato il primo italiano che ho candidato al Nobel: era uno scrittore classico, dalla visione lucida e dalla scrittura semplice ma potente; aveva carisma anche come uomo. Aveva un carattere buono e mite - rileva - se ne fregava dei convegni e delle società letterarie".

Rigoni Stern era nato ad Asiago il primo novembre del 1921. L'infanzia trascorsa nelle malghe dell'Altipiano, tra la gente di montagna, a contatto con i pastori, lui, Mario, una famiglia numerosa e di tradizione commerciale. Alpino, per scelta quando si arruola volontario alla scuola militaree di Aosta e la guerra non è all'orizzonte, viene chiamato alle armi nel '39 e la sua vita cambia per sempre. Impegnato nel fronte albanese, poi in quello russo, sperimenta la tragedia della ritirata, dell'abbondanono e della morte nella gelida neve e poi della deportazione.




Ritorna, dopo due anni di lager, nel '45 all'Altipiano, e comincia a riversare nella scrittura la tragedia che ha vissuto in prima persona. 'Il sergente nella neve' lo pubblica grazie ad Elio Vittorini che lo segnala ad Einaudi. Negli anni '60 arrivera' poi 'I recuperanti' sceneggiatura per il film di Ermanno Olmi. Ma è lungo il silenzio tra 'sergente' e le altre opere. I racconti naturalistici de 'Il bosco degli urogalli' arrivano nel 1962. Tanti poi i suoi lavori e i suoi scritti apprezzati da critica e pubblico. Ancora, sui ricordi del fronte, nel 2000, insieme all'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, cura il volume '1915-1918 La guerra sugli altipiani'.

"Il sergente nella neve", è stato nell'ottobre scorso un grande successo televisivo attraverso la piece "Il sergente" di Marco Paolini. Paolini interpretò la tragica avventura bellica di Rigoni Stern in diretta tv (La7, senza interruzioni pubblicitarie) dalla cava Arcari di Zovoncedo (Vicenza), sui Colli Berici, ipnotizzò la platea televisiva con 1 milione 200 mila spettatori e il 6 di share.

Paolini aveva già raccolto 1200 persone sull'Adamello per la stessa interpretazione, questa volta nello scenario delle Alpi, presenti molti alpini reduci della guerra che in commosso assoluto silenzio seguirono quella storia di uomini mandati allo sbaraglio con armi e vestiti inadeguati e cibo scarso, un lacerante inno contro la guerra ancora più forte perchè scritto da un ex soldato.

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due morti random

E' morto in Scozia all’età di 55 anni a causa di un ictus Claudio Capone.
Nato a Roma il 18 novembre 1952, Claudio Capone è stato la popolare voce narrante di moltissimi documentari naturalistici trasmessi all’interno di programmi Rai come “SuperQuark”, “Il mondo di Quark” (con Piero Angela), “Passaggio a Nord-Ovest” (con Alberto Angela) e “Geo & Geo”. I telespettatori dell’ora di pranzo di Canale 5 invece lo ricorderanno come voce di Ronn Moss, ovvero Ridge Forrester, uno degli storici personaggi centrali della soap opera “Beautiful”. Per inciso, Capone è il terzo doppiatore protagonista storico di “Beautiful” morto negli ultimi anni, dopo Angiolina Quinterno e Oreste Rizzini.
Tantissimi i personaggi doppiati da Capone nel corso della sua carriera: in campo cinematografico, è stato la voce di Mark Hamill nella trilogia “Guerre stellari”, “L’impero colpisce ancora” e “Il ritorno dello Jedi”; Alan Alda in “Crimini e misfatti”, “Misterioso omicidio a Manhattan” e “Tutti dicono I Love You”; John Travolta in “Face/Off - Due facce di un assassino” e “Phenomenon”; Karlheinz Bohm nelle riedizioni televisive replicate annualmente su RaiUno del ciclo di film de “La principessa Sissi” con Romy Schneider; Steve Guttenberg nei primi quattro film della serie “Scuola di polizia”; Christopher Walken in “I mastini della guerra” e “Io e Annie”. In TV, il doppiatore ha prestato la voce a Don Johnson nelle serie poliziesche Miami Vice - Squadra antidroga e Nash Bridges; Dean Cain in Lois & Clark - Le nuove avventure di Superman (dalla stagione 2 alla 4); Stephen Collins nella longeva serie familiare Settimo cielo; Tom Skerritt nella serie La famiglia Brock. I meno giovani lo ricorderanno anche come voce di William Katt nella serie anni ‘80 Ralph Supermaxieroe.
Gli appassionati di cartoni animati ricorderanno Capone come voce di Egon Spengler nella serie “The Real Ghostbusters”, basata sui film con Bill Murray.
Claudio Capone ha anche diretto il doppiaggio di diverse serie TV come Sex and the City (solo la stagione 4), le inglesi Coupling, Extras e The Office, e la fantascientifica Firefly.

Aveva solo 37 anni Michael Turner, ma ha perso la sua lotta contro il cancro.
Michael si è spento al Santa Monica Hospital in California; era un disegnatore giovanissimo, ma da tempo soffriva per un tumore che non l’ha mai distratto completamente dal suo amato lavoro.
Negli ultimi anni Capone ha anche prestato la sua voce per la campagna pubblicitaria “Le acque della salute” di Uliveto e Rocchetta.
A seguire un clip audio della voce di Capone, impegnato qui al doppiaggio di Stephen Collins nella sopra citata serie Settimo cielo.

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FUNARI

ROMA - Gianfranco Funari, autore e showman televisivo, è morto questa mattina nell'ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari. Aveva 76 anni. Dagli inizi come croupier, e poi come cabarettista, aveva via via conquistato grande popolarità in televisione ritagliandosi il ruolo di conduttore-opinionista dallo stile diretto, caustico, aggressivo, non di rado volgare. Un atteggiamento che ha spesso suscitato polemiche e lo ha reso oggetto di attacchi da più parti. Ma anche di riconoscimenti: "Ha cambiato il rapporto fra la tv e il pubblico", ha commentato a caldo Pippo Baudo, fra le prime reazioni alla notizia della sua scomparsa. Gli piaceva definirsi "il giornalaio più famoso d'Italia". La sua interpretazione della comunicazione televisiva: "Per essere eccezionali bisogna marscherarsi da normali, abbassarsi al gradino più basso, corteggiare senza pudore le casalinghe". Ma sosteneva anche che "la televisione è come la m..., bisogna farla ma non guardarla".

paperoga ha il pc in palla, E NON SAPPIAMO CHI HA FATTO PUNTO!

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